Amazzonia: gravità degli incendi e delle emissioni di CO2

Quando parliamo di foresta pluviale amazzonica nel regolare la quantità di ossigeno e anidride carbonica nell’atmosfera, spesso le diamo la definizione di “polmone verde”, parlando di un 20% della produzione mondiale di ossigeno proveniente da essa.

Quel 20% riguarderebbe però l’ossigeno che l’Amazzonia ricava da fonti terrestri, ma quello emesso (il 6%) viene grosso modo trattenuto dalla foresta stessa.

Lo stato della foresta amazzonica deve importarci e non dobbiamo tralasciare i danni che gli incendi in corso fanno, contrastando la nostra lotta contro l’aumento dei livelli di CO2 in atmosfera e i conseguenti cambiamenti climatici.

Misurando con i satelliti il livello di fotosintesi dell’Amazzonia ci si può aspettare una grandissima produzione di ossigeno ma non conta solo questo, bisogna contare anche lʼossigeno che viene utilizzato dalla foresta stessa (da piante, animali, funghi e batteri), ossia la differenza tra ossigeno assorbito e quello rilasciato in atmosfera. 

Vari studi ci dicono che, in realtà, il bilancio è praticamente a zero, proprio perché le diverse forme di vita della foresta utilizzano quasi tutto l’ossigeno prodotto dalle piante.

Ben prima che il consumo di ossigeno possa diventare rilevante, l’anidride carbonica in atmosfera sarebbe diventata talmente tanta da rendere la terra praticamente invivibile.

Il problema appare quindi ancora più grave, infatti la foresta pluviale amazzonica è importante per quel 25% di carbonio mondiale nella biosfera e per il suo ruolo nel regolare i climi delle regioni circostanti. Tutte le foreste tropicali sono importanti proprio in quanto trattengono il carbonio accumulatosi nel tempo.

Lʼaumento di CO2 comporta conseguenze enormi perché incrementa lʼenergia assorbita dalla Terra. Secondo il programma Copernicus gli incendi nella regione hanno emesso finora 230 milioni di tonnellate di anidride carbonica che corrispondono alle emissioni dell’intera produzione annua di uno Stato europeo.

La foresta amazzonica resta un problema dal punto di vista delle emissioni, nonostante lʼanidride carbonica in atmosfera non sia distribuita in egual modo. Per le foreste tropicali il problema è legato alla superficie e allʼumidità. Se la foresta si ritira troppo diminuisce lʼumidità causata dalle piante stesse.

Sotto una certa soglia di umidità molte specie di piante potrebbero deperire o estinguersi, comportando un circolo vizioso. Un collasso di questo tipo comporterebbe l’enorme aumento delle emissioni in poco tempo. Per questo preservare le foreste è fondamentale dal punto di vista dei cambiamenti climatici.

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