Come si produce il laterizio e che tipologie esistono

Uno dei prodotti più antichi e ancora utilizzati in edilizia dall’uomo è il laterizio; prodotto scoperto dai sumeri e poi utilizzato da tutte le civiltà successive, è un materiale che si è evoluto con il tempo e ancora oggi è uno dei prodotti più utilizzati in edilizia.

Da cosa è formato

La materia prima del laterizio è l’argilla, l’impasto è costituito in prevalenza da argille meno pure e numerosi altri costituenti quali carbonato di calcio, silice, allumina, sabbie, materiali organici; la loro diversa composizione determina le caratteristiche del materiale, quali lavorabilità, resistenza meccanica, colore e plasticità. Sono possibili diverse lavorazioni e processi produttivi in funzione delle numerosi possibilità del prodotto finale. La materia prima viene estratta, in seguito trattata per averla priva di impurità e corretta chimicamente per ottenere il giusto grado per la cottura ed evitare impasti troppo plastici o con eccessivi ritiri. La modellatura del prodotto (formatura) avviene con macchinari appositi in base all’uso che se ne farà; i laterizi modellati vengono poi essiccati all’aria o in essiccatoi che, ove possibile, recuperano il calore dei forni di cottura; il processo di essiccamento è lento per evitare fessurazioni. La cottura chiude il processo produttivo, viene eseguita a temperature molte elevate (1000°C) in forni a tunnel: gallerie rettilinee lungo le quali il materiale in movimento raggiunge progressivamente la massima temperatura per poi, terminata la cottura, iniziare il processo di raffreddamento. Completata la cottura, i laterizi vengono stoccati e predisposti per essere trasportati in cantiere ed essere utilizzati per la costruzione.

Tecnologia

Il laterizio è un elemento tecnico utilizzato per chiusure verticali (muratura), orizzontali (solai) e per rivestimenti (cortina).

Chiusure verticali
muro in laterizio

Il laterizio per le chiusure verticali appartiene alla famiglia dei prodotti che comprendono dal mattone (con volume minore di 5500 cm3), ai blocchi (volume maggiore di 5500 cm3), entrambi i prodotti a loro volta classificati in funzione della percentuale di foratura (pieno, semipieno, forato). I laterizi, dal punto di vista funzionale possono essere distinti a seconda dell’impiego: per struttura portante e di tamponatura.
I mattoni pieni sono i primi elementi in laterizio usati per le strutture portanti; a forma di parallelepipedo, hanno dimensione 5,5x12x25, tuttavia i formati variano da regione a regione.
Nuovi tipi di prodotti
Oltre i prodotti classici in laterizio si citano tra le recenti produzioni i mattoni rettificati, per la posa con precisione in modo che le scanalature laterali lascino spazio per eventuali ferri d’armatura e i blocchi
in laterizio alveolare, finalizzati al miglioramento delle prestazioni energetiche dell’involucro edilizio. I blocchi alveolari sono realizzati modificando l’impasto di base del laterizio con materiali in micro granuli combustibili che, a seguito della fase di cottura, lasciano delle micro porosità nell’argilla. Tale struttura diviene tipica di un prodotto che rispetto al laterizio ha una ridotta resistenza meccanica ma un maggiore potere termoisolante, conseguentemente, un comportamento termico della tamponatura più omogenea. Sono impiegati per realizzare chiusure monostrato, e la forma, spesso a incastro, è pensata appositamente per velocizzare la posa e la realizzazione delle tamponature.

Chiusure orizzontali

Meno utilizzati per strutture verticali e maggiormente per le chiusure orizzontali sono gli elementi come le tavelle e tavelloni, etichettatura che definisce prodotti nei quali due dimensioni sono prevalenti rispetto alla terza (in genere lo spessore); le tavelle sono prodotti larghi 25 cm e spessi 3 cm, la lunghezza può essere in genere variabile.
La famiglia dei laterizi per le chiusure orizzontali comprende sia gli elementi che vengono utilizzati per la realizzazione delle strutture portanti dei solai, sia gli elementi per il rivestimento della copertura (coppi, tegole ecc.). I blocchi per i solai, comunemente detti pignatte, sono a foratura elevata, maggiore del 65%, di grande dimensione, la cui altezza collabora a determinare lo spessore della struttura portante del solaio. Tali blocchi sono disposti nei comuni solai in latero-cemento in alternanza con travetti in ferro.

Rivestimenti

I prodotti per i rivestimenti sono i coppi, le tegole, i pezzi speciali e di raccordo. Le coperture dei tetti a falde sono spesso realizzati da una alternanza di coppi e tegole.
Numerosi prodotti nascono per la faccia a vista, quali pezzi speciali, decori, i sistemi di rivestimento per facciate ventilate. Ciò che caratterizza la faccia a vista sono la disposizione e l’aspetto dei laterizi; la regolarità del singolo elemento diviene meno importante rispetto ai mattoni, blocchi e tutti gli altri elementi che richiedono precisione costruttiva per la realizzazione di strutture portanti verticali o solai.
Il laterizio ha in sé la vocazione di essere elemento di apparecchiature murarie, la giacitura e il tipo di aggregazione caratterizzano l’estetica della muratura in mattoni sin dall’epoca romana. Il laterizio è un materiale da costruzione che, al suo antico ruolo di rappresentare la solidità delle murature e ai vantaggi della sua modularità, ha oggi sommato il raggiungimento di nuove prestazioni per la qualità energetico-ambientale dell’involucro, imprescindibili per valorizzare il materiale nella quotidianità costruttiva.

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